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Avviata dall'Ente Parco e CNR ricerca scientifica sulle acque
Il Parco Nazionale Val Grande e l'Istituto per lo Studio degli Ecosistemi
del CNR hanno svolto un'attività di ricerca relativa allo studio
del torrente San Bernardino volto a monitorare la composizione chimica e la fauna
macrobentonica dei Rii (Rio Valgrande e Rio Pogallo) che lo formano, unendosi,
in località Ponte Casletto lungo confine sud del Parco.
I due rii presentano un regime torrentizio, con valori di portata più elevati
nei mesi estivi; dal punto di vista chimico le acque risultano scarsamente mineralizzate
a causa della bassa solubilità delle rocce presenti nell'area
protetta.
Nonostante il suo isolamento e la caratteristica di area selvaggia e pressoché disabitata,
la Val Grande è comunque soggetta a precipitazioni acide a causa del trasporto
a lunga distanza degli inquinanti prodotti sulla Pianura Padana. Tuttavia, solo
in seguito a precipitazioni intense, le acque dei rii risultano più acide;
infatti quando le deposizioni sono modeste le acque di precipitazione vengono
neutralizzate dai minerali presenti nel suolo. Sempre a causa dell'inquinamento
atmosferico le piogge veicolano notevoli quantità di azoto, circa 40 kg
per ha annui, un valore talmente elevato che il suolo forestale è ormai
saturo e il 30% di quello depositato finisce nei due corsi d'acqua.
Lo studio del macrozoobenthos ha ampliato la lista faunistica presente nel
Piano del Parco portando il totale delle specie ritrovate nei due rii a 167.
Per quanto
riguarda la qualità biologica delle acque essa risulta molto buona con
valori dell'indice IBE di 9-10, equivalenti in generale alla prima classe
di qualità; valori molto alti sono stati riscontrati anche immediatamente
a valle dell'abitato di Cicogna, segno che il piccolo nucleo non influenza
in modo significativo la qualità delle acque del Rio Pogallo.
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