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Monitoraggio della biodiversità animale in ambiente alpino e azioni collegate

Lo sviluppo dell'azione di ricerca sulla biodiversità nel Parco Nazionale della Val Grande si configura partendo da quanto avviato lo scorso anno, sia nel contesto della ricerca di sistema denominata "Monitoraggio della biodiversità animale in ambiente alpino" che vede capofila il Parco Nazionale del Gran Paradiso sia in continuità e completamento degli aspetti conoscitivi affrontati nell'abito delle ricerche complementari alle azioni di sistema. In particolare si prevede la realizzazione delle seguenti azioni:

 

Monitoraggio della Biodiversità animale in ambiente alpino

Si tratta della ricerca di sistema avviata lo scorso anno in stretta sinergia con gli atri tre parchi nazionali dell'arco alpino sulla scorta di una ricerca già avviata e sperimentata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso che svolge infatti il ruolo di capofila. Come meglio descritto nella relazione di avanzamento inviata a gennaio 2014, nel corso del 2013 si è svolto il lavoro di campo previsto dal protocollo di monitoraggio relativamente alla componente ornitologica e a quella dei macroinvertebrati. Nel corso del 2014 si intende replicare la stagione di campo implementando le indagini anche da un punto di vista botanico. Verranno così definiti gli aspetti vegetazionali dei 17 plot ubicati su tre transetti altitudinali.


Ricerca sull'ecosistema fluviale - completamento quadro conoscitivo del popolamento ittico attraverso opportune indagini genetiche

Tale ricerca si configura in continuità con quanto realizzato negli scorsi tre anni relativamente alle conoscenze del popolamento ittico presente nei bacini idrografici ricadenti nell'area del parco.

In particolare nel corso di indagini condotte nel 2011 e 2012 il CNR-ISE  di Verbania Pallanza ha raccolto circa 120 campioni di trota fario (Salmo trutta trutta), che si intende ora sottoporre ad opportune indagini genetiche. Infatti pur non avendo condotto allora una indagine tassonomica basata sulla genetica molecolare, dai pattern fenotipici individuati, il popolamento sembrerebbe costituito da individui riconducibili sia al ceppo atlantico (utilizzato in prevalenza per i ripopolamenti fino a pochi anni fa) che a quello mediterraneo/adriatico, nonché da ibridi. Vi sono inoltre alcuni accenni alla possibile presenza di ibridi fario x marmorata.

Tale approfondimento sui campioni disponibili (eventualmente da arricchire con altri da prelevare per una maggior completezza dell'indagine) porteranno quindi alla definizione genotipica della popolazione attualmente esistente con ricadute importanti, oltre che sotto il profilo conoscitivo, anche per possibili aspetti gestionali.


Ricerca avifauna/erpetofauna

A complemento ed integrazione delle indagini ornitologiche già realizzate ci si propone di approfondire le conoscenze relative ai Passeriformi nidificanti negli ambienti rupestri, finora non soggetti ad indagine ma da considerarsi uno dei 3 ambienti più rappresentativi del Parco, insieme a quelli boschivi e prativi, e che ospitano specie interessanti quali Picchio muraiolo, Sordone, Gracchio alpino e Codirossone.

Per quanto riguarda la migrazione primaverile, lo sforzo di campo condotto nel 2013 ha portato a ottimi risultati, soprattutto in termini di specie di interesse comunitario e di specie nuove per il Parco e di individuazione di due punti particolarmente strategici per svolgere i censimenti: uno lungo la costa verbanese (Monte Carza) e uno nel Parco, presso il Rifugio Pian Cavallone (dorsale che sale dal Pizzo Pernice).

Si propone di effettuare uno sforzo di campo più intenso, che copra un periodo sufficientemente ampio al fine di intercettare i flussi delle varie specie, in particolare da marzo (Biancone) a maggio (Falco pecchiaiolo, Falco di palude, ecc), e quantificare in maniera oggettiva l'importanza della linea migratoria per i rapaci.

Se i dati emersi da tale sforzo di campo risultassero significativi anche in termini numerici (numero di individui) oltreché qualitativi (numero di specie), si potrebbe valutare di inserire ufficialmente il sito all'interno della rete dei "Siti di osservazione della migrazione dei rapaci nel Mediterraneo centrale", attualmente lacunosa per quanto riguarda l'arco alpino centrale.

Anche relativamente alla migrazione autunnale dei Passeriformi, le attività del 2013 hanno riscontrato riscontri positivi, soprattutto presso la Bocchetta di Scaredi e la Colma di Premosello. Ci si propone anche in questo caso di effettuare nelle due stagioni 2014 e 2015 uno sforzo di campo più intenso, che copra un periodo sufficientemente ampio al fine da intercettare i flussi delle varie specie, in particolare da settembre (Prispolone) a novembre (Tottavilla, Peppola), e quantificare in maniera più oggettiva l'importanza della linea migratoria per i Passeriformi.

Per quanto riguarda l'erpetofauna, l'attività di campo svolta nel 2013 ha costituito una prima e importante analisi qualitativa delle specie di anfibi e rettili presenti nel parco e ha permesso di riscontrare una popolazione di Vipera particolarmente significativa soprattutto in alcuni contesti ambientali. Per motivi temporali e meteorologici alcune zone sono state escluse dalle indagini. Ci si propone pertanto nei prossimi due anni di completare l'indagine e di approfondire l'ecologia della Vipera all'interno di un'area campione che potrebbe svolgersi tramite radio-tracking oppure tramite cattura, marcaggio e ricattura.

Parallelamente si propone di avviare un'attività di censimento di piccoli mammiferi terricoli tramite cattura con trappole a caduta nella medesima area di studio della Vipera. Si tratta di un tema finora non indagato nel Parco, che potrebbe colmare una lacuna conoscitiva e altresì fornire dati sulla disponibilità di prede per la Vipera. Sarebbero oggetto di censimento anche specie interessanti quali Moscardino (specie di interesse comunitario) e Topo quercino.


Monitoraggio di carnivori, mediante foto-trappolaggio

L'obiettivo di questo studio sarà quello di valutare, utilizzando foto-trappole, la presenza e distribuzione dei mustelidi nel territorio dell'area protetta e raccogliere in maniera tempestiva i primi eventuali dati su grandi carnivori, quali lupo e lince, attualmente in fase di ricolonizzazione da parte di individui presenti in territori limitrofi (Alpi Occidentali e Svizzera) ma non ancora presenti in modo stabile sul territorio provinciale.

Conoscere la presenza e la distribuzione di queste specie all'interno del Parco è essenziale per la conservazione delle stesse e, nel caso dei grandi carnivori per eventualmente attuare misure specifiche a salvaguardia delle attività agro-silvo-pastorali, verso cui il Parco ha investito negli ultimi anni. I mustelidi, così come i grandi carnivori, sono una gruppo di mammiferi elusivi, di difficile studio. Sulla loro presenza e distribuzione sono infatti disponibili pochi dati. Il beneficio dell'utilizzo di foto-trappole digitali nei monitoraggi faunistici è stato ampiamente confermato; il grande vantaggio rispetto ad altri sistemi di campionamento è quello di essere una metodo non invasivo che raccoglie dati accurati, permettendo di minimizzare lo sforzo di campo.

I dati raccolti permetteranno anche una prima valutazione del possibile utilizzo della parte nord orientale del parco come corridoio ecologico tra il Parco Nazionale della Val Grande e il futuro Parco del Locarnese (CH).


Banche dati Biodiversità e SIT

Il Parco Nazionale della Val Grande dispone un proprio articolato Sistema Informativo Territoriale (SIT), che contiene strati informativi elaborati soprattutto nell'ambito della predisposizione degli strumenti pianificazione.

Il Parco possiede inoltre un geodatabase faunistico che gestisce dati relativi ai censimenti degli Ungulati e dati raccolti periodicamente e "occasionalmente" dal personale del parco e dal corpo di vigilanza. L'ente dispone inoltre di una serie di informazioni faunistiche e floristiche come risultati acquisiti da precedenti studi in diversi formati.

Vi è ora la necessità di far confluire in modo organico e coordinato i dati sulla biodiversità del Parco all'interno del Sistema Informativo Territoriale già esistente, allo scopo di agevolarne l'implementazione, la consultazione, la visualizzazione e l'analisi dei dati.

Questa attività può configurarsi anche quale azione complementare all'azione di sistema "Monitoraggio della biodiversità in ambiente alpino", poiché consentirebbe di esportare nel SIT i dati raccolti e relativi agli uccelli, Lepidotteri, Ortotteri e macroinvertebrati terrestri, integrandoli con altri database sulla fauna già disponibili presso il Parco e in modo coordinato con gli altri parchi nazionali alpini coinvolti nell'azione.

Martora in Val Pogallo
 
Martora a Cappella Porta
 
Fototrappola Val Viccio
 
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